Informazioni di background

L' alfabeto latino è stato adottato da popoli che usano fonemi differenti dai nostri. Il polacco, per esempio, è una lingua slava (come il russo) che usa l'alfabeto latino, ma con parecchie variazioni ad hoc. Nel polacco non si utilizzano le lettere q, v ed x. Ci sono però suoni per noi inusuali che hanno provocato la nascita di lettere "curiose", differenti, che noi non troveremo mai sulle nostre tastere. C'è una a con la coda in basso, una l con un segnetto a mezza altezza simile a quello che noi scrivendo a penna mettiamo a metà del numero "sette", e versioni speciali delle lettere c, n, s e z che sembrano accentate. Ecco qui l'alfabeto polacco al gran completo:

La lettera che a noi sembra una l tagliata in polacco si legge pressappoco come la nostra U. È per questo motivo che il cognome di papa Giovanni Paolo II si legge "Voitìua" e non "Voitìla".

Ma perché modificare un alfabeto aggiungendo nuovi simboli? Una risposta ci viene dalla Turchia. La lingua turca è agglutinativa e ugrofinnica: fa cioè parte di un gruppo che comprende l'ungherese e il finlandese; ma per motivi religiosi e geografici deve molto all'arabo. Tradizionalmente, sin dal 1278, il turco si è sempre scritto impiegando quell'alfabeto. L'alfabeto turco è stato creato a tavolino nel 1928 da un gruppo internazionale di cattedratici, per volere del padre della patria Mustafa Kemal Ataturk che voleva occidentalizzare il suo Paese e decise di abbandonare l'alfabeto arabo. La conferenza terminò durante il mese di novembre; Ataturk, che non amava le mezze misure, girò di persona la nazione armato di lavagna e gessetti per insegnare al suo popolo la nuova grafia e fece approvare una legge che rendeva illegale l'uso dell'alfabeto arabo già a partire dal primo gennaio 1929.

Il turco usa le lettere latine meno q, w e x e aggiunge questi simboli

Gli ultimi tre sono inventati di sana pianta e non si possono trovare su una tastiera italiana. A guardarle, quelle lettere dell'alfabeto possono lasciare perplesse, ma le regole per la pronuncia sono semplicissime: per esempio, la lettera che si scrive c si pronuncia come la nostra gi morbida, mentre la ç si pronuncia come la nostra ci morbida. Quello turco è un alfabeto fonetico, volutamente creato a tavolino perché ogni lettera corrisponda a uno e un solo suono. Ataturk vinse la scommessa, perché la semplice corrispondenza tra il modo in cui una parola si pronuncia e il modo in cui una parola si scrive nel turco moderno permise ad ampissimi strati della popolazione di imparare a leggere e a scrivere.